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Moda, bocciati i sandali da gladiatore
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Sono uno dei grandi temi dell’estate modaiola, unica alternativa fashion ai tacchi altissimi e alle zeppe: eppure anche i sandali “da gladiatore”, piatti e con fascette più o meno lavorate, in cuoio, stoffa o latro materiale variamente decorato, possono trasformarsi in un incubo per piedi e polpacci. Ancora una volta, sono i podologi e gli ortopedici a scendere, letteralmente, sul piede di guerra.
L’allarme viene dai britannici, ma gli specialisti di casa nostra sono del tutto concordi: secondo Lorraine Jones della Society of Chiropodists and Podiatrists, infatti, queste calzature ultrapiatte possono causare lo stiramento del tendine di Achille e l’indolenzimento dei muscoli del polpaccio. Conseguenze? Un dolore sordo che può svilupparsi dopo un paio di settimane di uso. Del tutto concorde è Mauro Montesi, presidente dell’Associazione italiana podologi: ”E’ vero.
Il fatto è che basta ‘scendere’ da calzature con un tacco normale di 4-5 cm per provocare, indossando queste ‘pianelle’, uno stiramento del tendine d’Achille e del muscolo del polpaccio” I guai non finiscono qui: in questi tipi di calzature, infatti, il tallone normalmente è più piccolo rispetto a quello del piede: da qui conseguono vescicole e callosità da sfregamento. Le fascette che si intrecciano sul davanti, poi, “moltiplicano a loro volta il pericolo di arrossamenti e vesciche sulle dita”. Aggiunge Jones: “Generalmente questi sandali hanno suole in cuoio sottilissime, con una capacità di assorbimento d’urto pari a zero per piedi e gambe”. Insomma, se di solito sono i tacchi troppo alti a essere messi sotto accusa, anche le scarpe rasoterra non favoriscono il benessere di piedi e gambe. Secondo Montesi, il sandalo ideale per l’estate è infradito, che lascia il piede libero, con una suola non troppo sottile, una pianta larga come quella del piede e un tacco massimo di 4 cm. Naturalmente in vero cuoio e non in plastica: quest’ultimo materiale favorisce l’eccessiva sudorazione, le dermatiti e le bolle d’acqua.
Il fatto è che basta ‘scendere’ da calzature con un tacco normale di 4-5 cm per provocare, indossando queste ‘pianelle’, uno stiramento del tendine d’Achille e del muscolo del polpaccio” I guai non finiscono qui: in questi tipi di calzature, infatti, il tallone normalmente è più piccolo rispetto a quello del piede: da qui conseguono vescicole e callosità da sfregamento. Le fascette che si intrecciano sul davanti, poi, “moltiplicano a loro volta il pericolo di arrossamenti e vesciche sulle dita”. Aggiunge Jones: “Generalmente questi sandali hanno suole in cuoio sottilissime, con una capacità di assorbimento d’urto pari a zero per piedi e gambe”. Insomma, se di solito sono i tacchi troppo alti a essere messi sotto accusa, anche le scarpe rasoterra non favoriscono il benessere di piedi e gambe. Secondo Montesi, il sandalo ideale per l’estate è infradito, che lascia il piede libero, con una suola non troppo sottile, una pianta larga come quella del piede e un tacco massimo di 4 cm. Naturalmente in vero cuoio e non in plastica: quest’ultimo materiale favorisce l’eccessiva sudorazione, le dermatiti e le bolle d’acqua.

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0 Commenti
è ovvio che sn piattene non fanno bene ma è uguale per le convers e tutte le scarpe piatte