Va bene il colore locale e la voglia di «spago» che pervade le vacanze, ma è possibile che in Sardegna, perfino sulla Costa Smeralda, le alternative al ristorante consistano in spaghetti con la bottarga, spaghetti con le arselle, malloreddus al pomodoro e poco più? Adesso però per la stagione è approdato a l3ala Sardinia Zero, eccellente locale di cucina giapponese contemporanea a Milano, guidato dal sushi chef i lidekazu Shinohara. «Contemporanea» perché sushi, sashimi, maki, benché canonici nel taglio, hanno varianti mediterranee, tanto che vengono definiti carpaccio alcuni sashimi, i quali in realtà non sono mi l’uno mi l’altro perché sono conditi con olio caldissimo che annulla in buona parte l’effetto crudo. Carpaccio Zero branzino è insaporito con olio extraverglne, limone, maggiorarla; Zero salmone con olio di semi di sesamo e un goccio di olio di soia; Zero gamberi con extravergine e yuzu; carpaccio tonno e foie gras è una composizione di veli di pesce sormontati da schegge di foie gras e fichi freschi. Poi ci sono i maki, i rotoli di riso avvolti in alga non, con un cuore croccante di finocchio oppuro makase, secondo l’estro del cuoco. Il cotto vero e proprio arriva con gli spiedini vakitori, il cern- pura di gamberi e l’esotismo del merluzzo nero. A proposito, non scegliendo l’insalata di aragosta locale, una cena da Zero a Baja Sardinia costa quasi un terzo meno che a Milano. Come mai? i costi fissi sono più bassi e il vantaggio è stato riversato sul cliente.