Anticipo pensionistico per uscire prima dal lavoro: novità

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Pensione anticipata: arriva prestito con rate ventennali

Quello della pensione anticipata è un tema ‘caldo’ in Italia. Se ne parla da molti anni e mai nessuno ha preso provvedimenti seri in merito. Adesso sembra che il Governo si stia muovendo. Dal 2017 chi lo vorrà potrà lasciare il mondo del lavoro tre anni prima della data prevista di pensionamento, ricevendo un anticipo pensionistico che, però, dovrà essere restituito nell’arco di 20 anni. La novità è stata decisa da Governo e sindacati che, nelle ultime ore, si sono incontrati per discutere sulla questione. L’Esecutivo ha ribadito la necessità di contemperare le esigenze di giustizia sociale e stabilità dei conti pubblici. Si vuole essenzialmente venire incontro a tutti quei lavoratori a cui mancano pochi anni per andare in pensione ma hanno perso il lavoro o corrono il pericolo di perderlo. Tommaso Nannicini, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ha detto che l’istituto dell’anticipo pensionistico entrerà in vigore dal prossimo anno in via sperimentale. Sarà compito dell’Inps  mettersi alla ricerca di istituti finanziari che dovranno anticipare somme per quei soggetti che vogliono andare in pensione prima. Nannicini ha detto:

“Il prestito sarà senza garanzie reali e in caso di premorienza non ci si rivarrà sugli eredi. Sarà pagato con una rata sulla pensione, ma si ragiona anche su una detrazione fiscale, in modo da ridurre i costi di questo meccanismo, in particolare per i soggetti più deboli e meritevoli di tutela… Lo strumento è molto flessibile. La detrazione fiscale potrà essere modificata per categorie diverse”.

In sostanza, se un lavoratore di 64 anni deciderà di andare in pensione prima del dovuto dovrà pagare rate fino a 84 anni. I sindacati sono rimasti abbastanza soddisfatti della novità. Il numero uno della Uil, Carmelo Barbagallo, ha affermato:

“Non abbiamo ancora un giudizio complessivo perché occorre ancora scandagliare il merito, tuttavia di positivo vedo il fatto che i futuri pensionati non avranno un rapporto diretto con banche e assicurazioni ma continueranno a raffrontarsi con l’Inps”.

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