Bimbi e ragazzi insonni per smartphone a letto: i giovani dormono poco

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Bimbi e ragazzi insonni per apparecchi tecnologici a letto

La tecnologia è un ottimo strumento per risolvere molti problemi e per divertirsi. Non bisogna, però, trascorrere tutta la giornata davanti al display di pc, smartphone e tablet. Ciò riguarda soprattutto bimbi e adolescenti, che dormono veramente poco. Negli Stati Uniti, secondo un recente sondaggio, ha problemi di insonnia un teenager su 4 e un bimbo su 3. Il problema è rappresentato proprio dagli apparecchi tecnologici come smartphone e tablet, che favoriscono l’insonnia. Ecco perché negli Usa sono state stilate le linee guida relative alle ore di sonno di bambini e adolescenti. Si tratta di raccomandazioni sul numero ottimale di ore di sonno. Il co-autore delle linee guida, Stuart F. Chan, operante presso il Brigham and Women Hospital di Boston ha dichiarato che un quarto dei ragazzi di 12 anni concede al sonno meno delle 9 ore necessarie. Poche ore di sonno, lo ricordiamo, sono sinonimo di scarso apprendimento e riduzione della capacità mnemonica.

In una tabella sono state indicate il numero di ore raccomandate per ciascuna fascia d’età: ad esempio i bimbi da 1 a 2 anni dovrebbero dormire almeno 11 ore; quelli da 6 a 12 anni, invece, almeno 9 ore. Chan ha sottolineato che dormire poco, o comunque meno delle ore raccomandate dagli esperti, può favorire l’insorgenza di patologie anche gravi:

Per esempio l’apnea del sonno è associata a uno scarso rendimento scolastico, problemi di comportamento e sbalzi di umore, a una diagnosi errata di ADHC e, nelle situazioni gravi, a problemi cardiaci”.

L’obiettivo dei medici e delle famiglie è far dormire bambini e ragazzi le ore necessarie per evitare problemi di salute. Non è facile raggiungere centrare bersaglio perché, come detto, c’è la tecnologia a favorire l’insonnia: in camera da letto non dovrebbero esserci tv, smartphone, tablet ed altri apparecchi elettronici perché la loro luce ostacola il sonno. Almeno la sera, facciamo riposare la vista e la mente dei nostri figli, che vivono in una società frenetica che non concede, purtroppo, molto spazio al riposo.

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