Cannella è morta: cane simbolo della pet therapy pediatrica

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Cannella è morta: simbolo della pet therapy in Italia

Cannella, il cane simbolo della per therapy pediatrica è morta. Aveva 12 anni e, nel corso della sua breve esistenza, ha aiutato reso gioiose molte giornate di bimbi ricoverati all’ospedale Meyer di Firenze.

Grazie a Cannella, si è capito quanto la pet therapy pediatrica sia importante per migliorare la vita di tanti minorenni costretti, a causa delle patologie, a trascorrere molte giornate in ospedale.

Sulla pagina Facebook dell’associazione no profit Antropozoa Farm sono stati pubblicati tantissimi messaggi di affetto per Cannella, amico a quattro zampe che ci ha lasciato. Il cane va, ovviamente, ringraziato ed onorato per il grande lavoro svolto al Meyer.

Ecco il testo del messaggio postato sul profilo Facebook dell’Antropozoa Farm:

“Cannella è dolcezza. Cannella è forza. È istinto. È empatia con gli esseri umani. È una maestra per gli altri cani. È una leader, ma sa vivere nel branco senza dominare. È amore per i bambini che la amano come pochi altri animali sono riusciti a farsi amare. È capace di stare con i piccoli, è in grado di assistere i grandi, affiancare gli anziani, sostenere le persone disabili, stimolare i ragazzi con autismo. Cannella è silenzio, osservazione, e poi azione, gioia, gioco. È stata il riferimento di alcuni amici di Antropozoa diventando il ‘loro’ cane, lasciando un’impronta indelebile nei loro cuori e piangendo quando se ne sono andati per sempre. Cannella è per noi un simbolo, un esempio, una sintesi di tutto quello che facciamo e che abbiamo fatto. Cannella è tanto per noi. E lo sarà per sempre. Anche se ora non c’è più. È volata in cielo a raggiungere quei bambini che tanto l’hanno amata qui sulla terra. Siamo sicuri che si stanno abbracciando, come noi non potremo abbracciarla più. E giocheranno insieme. Ciao, piccola. Grazie per quello che hai donato a tutti noi e a tanti di più”.

Nelle ultime ore stanno arrivando tantissimi messaggi alla fattoria di Antropozoa, associazione che, ogni giorno, si occupa di attività negli ospedali con gli animali. L’associazione, lo ricordiamo, è un vero leader, in Italia, nell’ambito della pet therapy pediatrica. Grazie a Cannella la pet therapy è riuscita ad ottenere un’importanza maggiore nel Belpaese. L’animale e gli operatori hanno fatto sorridere minori, adulti e persone con disabilità. La pet theraphy favorisce, indubbiamente, il benessere delle persone che devono passare molto tempo negli ospedali e non solo.

Francesca Mugnai, grande studiosa di pet therapy, e ‘collega’ di Cannella è riuscita a far alzare dal letto molti bimbi che in precedenza erano stati sottoposti ad interventi neurologici. Il cane, inoltre, ha assistito fino alla fine piccoli che non ce l’hanno fatta.

La Mugnai ha detto:

“Per noi è stata una compagna, una collega, un’amica. Grazie al suo istinto, abbiamo potuto testare insieme a Cannella nuove prospettive della pet therapy della quale è stata una pioniera. Non verrà mai dimenticata. I messaggi di affetto che ci stanno arrivando anche dall’estero testimoniano che è rimasta nel cuore e nella mente di molte più persone di quanto potessimo immaginare, lasciando l’impronta della sua zampa in tanti cuori”.

Forse non tutti sanno che gli animali fanno stare meglio le persone malate, specialmente quelle affette da gravi disturbi fisici e psichici. La medicina tradizionale, infatti, oggi viene affiancata dalla pet therapy, ovvero dalla terapia con gli animali. Il tabloid La Repubblica, riferendosi alla pet therapy, ha scritto:

“Durante le sedute si abbassa l’ansia, si riduce la pressione sanguigna, la glicemia e il battito cardiaco e, dopo, i livelli di cortisolo ed endorfine, ormoni del benessere, risultano aumentati”.

La pet therapy, dopo molti anni e grazie a Cannella, è riuscita ad imporsi ed oggi è praticata in molti nosocomi italiani. Si utilizzano animali anche in comunità di recupero come San Patrignano.

Chiara Catalani, dottoressa che ha seguito da vicino molti iter di pet therapy, ha spiegato:

“Quando il cane, il cavallo, l’asino e il gatto, come dicono le più recenti evidenze scientifiche, sono educati e guidati ad operare nel modo giusto insieme al conduttore, possono fare miracoli… Queste regole valgono per tutti gli animali che il responsabile del progetto e l’equipe multidisciplinare decidono di coinvolgere”.

Gli animali, dunque, se ben educati possono fare la differenza in ambito sanitario, favorendo il progresso fisico e psicologico delle persone malate che si trovano negli ospedali. Un tempo l’Italia era fanalino di coda nell’ambito della pet therapy; oggi, invece, è un punto di riferimento. Ebbene, il merito va anche a Cannella, che ha sempre lavorato alacremente per far sorridere i pazienti del Meyer.

Francesca Cerulli, che opera nel Dipartimento di biologia cellulare e scienze comportamentali dell’Iss, ha affermato riguardo alla terapia con gli animali:

“Manca una legge nazionale ma abbiamo molte normative regionali, inoltre il Ministero della Salute, l’Istituto superiore di sanità e numerose Asl sono coinvolte”.

La pet therapy, dunque, non fa altro che bene ai pazienti. A Genzano di Roma è stata introdotta da tempo l’innovativa terapia presso l’Istituto San Giovanni di Dio ed è stato notato che i pazienti dormono meglio e sono meno tesi e irrequieti. Insomma, la pet therapy va promossa a pieni voti.

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