Fabrizio De André e David Bowie: due miti morti l’11 gennaio

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De André e Bowie morti entrambi l'11 gennaio

In questi giorni il mondo intero non fa altro che parlare della scomparsa di David Bowie, il ‘Duca Bianco’ della musica mondiale. L’11 gennaio di 17 anni fa, però, moriva anche un altro straordinario cantautore: Fabrizio De André

 

Il noto cantautore genovese morì l’11 gennaio 1999. Aveva solo 58 anni. In queste ore, i fan di Fabrizio stanno postando sui social moltissimi commenti per ricordare il loro idolo, un artista introverso e malinconico con uno stile inconfondibile. Faber era davvero unico, inimitabile.

Cristiano De André ha voluto commemorare il padre sui social:

“…Perché poi c’è l’amore, a volte lontano, a volte troppo vicino”.

Il post di Cristiano è corredato da una foto che lo mostra, quando era bambino, insieme al noto padre che lo abbraccia.

Il cantautore romano Antonello Venditti ha evidenziato che l’11 gennaio è un giorno particolare per la musica perché sono venuti a mancare due artisti eccezionali come Fabrizio De André e David Bowie:

“Questo giorno ottiene il privilegio del ricordo di un altro grande poeta della musica che sempre vive in noi… Fabrizio De André… Forse la morte del Duca ci ricorda quella di Faber. Certamente questa giornata è piena di significati per chi rimane, come noi!”.

Ieri sera a Milano, in Piazza Duomo, Fabrizio De André è stato ricordato ancora una volta con una sorta di cantata generale a cui hanno preso parte moltissime persone. Sono stati intonati moltissimi brani di De André, grandioso cantautore e poeta italiano stroncato, come David Bowie, da un tumore fulminante.

Il Duca Bianco è spirato a Londra, mentre De André all’Istituto dei Tumori di Milano. Dopo il decesso del cantante di “Bocca di rosa”, il figlio Cristiano disse:

“Papà è morto serenamente. Gli eravamo accanto, gli stringevamo le mani”.

Terminiamo con una descrizione di Faber fatta dal suo caro amico Paolo Villaggio:

“Era intelligente, geniale, allegro, spiritoso, squinternato, un po’ vanitoso, snob. Non era triste come voleva l’immagine pubblica che gli avevano dipinto addosso. Era un anarchico, grande poeta”.

 

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