Fibrillazione atriale: donne rischiano più degli uomini

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Donne rischiano più degli uomini in caso di fibrillazione atriale

In caso di fibrillazioni atriali, le donne rischiano conseguenze peggiori, spesso letali, rispetto agli uomini. Lo ha scoperto un team di studiosi che operano in diverse università, come quelle di Sidney e Toronto

 

I ricercatori hanno notato che le donne con fibrillazione atriale vanno incontro maggiormente, rispetto agli uomini, a patologie cardiache, ictus e, peggio ancora, alla morte. La fibrillazione atriale è una problematica cardiaca che affligge molte persone, consistente in un ritmo anomalo degli atrii, che perdono così l’armonia nel movimento con i ventricoli. Ciò favorisce la formazione di coaguli di sangue che vanno ad occludere le arterie. Il rischio di infarti ed ictus, in tali casi, è elevato.

Il team internazionale di studiosi ha esaminato una trentina di ricerche svolte in passato sulla fibrillazione atriale, constatando che le donne corrono maggiori pericoli degli uomini di essere colpite da patologie cardiache ed ictus. I ricercatori però non sono riusciti a capire perché le donne sono più vulnerabili in caso di fibrillazione atriale. Dovranno essere effettuati altri studi, dunque, in futuro. Le donne, comunque, devono prevenire e sottoporsi costantemente a visite per evitare eventi funesti.

In termini scientifici, la fibrillazione atriale è un’aritmia cardiaca che porta il cuore a battere da 300 a 600 volte al minuto, quindi accelera molto la funzione cardiaca. In Italia circa mezzo milione di persone (soprattutto over 70) soffre di fibrillazione atriale che, a differenza della fibrillazione ventricolare, non è letale.

In caso di fibrillazione atriale bisogna subito intervenire perché si rischia seriamente di venire colpiti da un ictus o da una patologia cardiaca. Inutile dire che le persone che soffrono di tale aritmia cardiaca rischiano maggiormente ictus rispetto ai soggetti sani.

In genere la fibrillazione atriale compare con cardiopalma e battito irregolare. Alcuni soggetti, soprattutto i più giovani, possono anche non accorgersi dei sintomi, continuando a svolgere le normali attività quotidiane. Gli anziani, invece, avvertono sempre i sintomi.

Gli studiosi sono concordi nel ritenere la fibrillazione atriale uno scompenso cardiaco legato all’età: nella stragrande maggioranza dei casi, infatti, colpisce anziani under 70. Insomma, il disturbo è conseguenza dell’invecchiamento del cuore.

La terapia della fibrillazione atriale non è standard ma varia da paziente a paziente. Può darsi, ad esempio, che il disturbo diventi cronico, quindi il malato dovrà assumere per tutta la vita anticoagulanti.

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