Legalizzazione cannabis: discussione proposta di legge alla Camera il 25 luglio 2016

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Cannabis: proposta legge legalizzazione in Aula a luglio

Il prossimo 25 luglio approderà alla Camera la proposta di legge relativa alla legalizzazione della cannabis. Sono stati i capigruppo della Camera a stabilirlo, mettendo così in agenda un tema importante. Il 25 luglio 2016 ci sarà la discussione generale e il giorno seguente le votazioni. I deputati, dunque, stanno per valutare una proposta di legge presentata quasi un anno fa, una proposta che mette in evidenza l’insuccesso di tutte le politiche proibizioniste, ovvero quelle che vietano la coltivazione della cannabis, e l’impossibilità di attuare misure per arginare lo spaccio di cannabinoidi.

Come ogni proposta di legge, anche quella relativa alla coltivazione di cannabis è composta da diversi articoli. Il primo, ad esempio, contempla la “coltivazione in forma personale o associata” di cannabis e prevede che i maggiorenni possono coltivare al massimo 5 piantine, previa comunicazione all’ufficio regionale dei Monopoli di Stato delle generalità di chi coltiva e del luogo della coltivazione. La proposta disciplina anche la detenzione di cannabis per uso personale: ogni persona non potrà detenerne più di 5 grammi, che diventano però 15 “nel privato domicilio”. A tali limiti potranno derogare coloro che fanno uso di cannabis per scopi terapeutici. Inoltre non sarà più punito chi verrà sorpreso a cedere la sostanza a terzi, a meno che non siano minorenni o infermi di mente. Ovviamente, parliamo di cessione di minime quantità di cannabis.

Si avvicina, dunque, il grande giorno. Il prossimo 25 luglio 2016 la Camera esaminerà dettagliatamente la proposta di legge sulla legalizzazione della cannabis. Intanto il gip di Lucca ha assolto il chirurgo Fabrizio Cinquini, che coltivava nella sua abitazione diverse piantine di cannabis a scopo di ricerca e cura della sua patologia, l’epatite C, che l’aveva bersagliato mentre, 19 anni fa, operava un paziente. Cinquini era stato condannato più volte, ma ora, finalmente, è arrivata una sentenza che sarà un ‘faro’ per altri giudici. Il legale del medico che coltivava cannabis, Carlo Alberto Zaina, ha dichiarato:

“Il giudice forse ha aderito a quell’orientamento che dice che dobbiamo valutare la capacità delle piante di produrre un quantitativo della sostanza tale da influenzare il mercato e non credo sia questo il caso per i 19 grammi di prodotto che si sarebbero ottenuti dalle piante di Cinquini, se lui li avesse ceduti. Ma è un discorso ipotetico: sappiamo benissimo che non li avrebbe ceduti. Cinquini coltivava per sé.

Molti politici e personaggi del mondo dello sport e della musica hanno più volte invitato Governo e Parlamento a riflettere sull’importanza della legalizzazione della cannabis, ponendo l’accento sul flop del proibizionismo.

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