Prete brindisino arrestato per abusi su minorenne

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Prete arrestato per abusi su minore

Gli diceva di lasciarlo stare perché era un bimbo ma lui continuava ad abusare di lui. E’ una storia scioccante quella che proviene da Brindisi. Un prete 42enne avrebbe violentato continuamente di un bimbo di 10 anni ed è stato arrestato con l’accusa di atti sessuali continuati e pluriaggravati. L’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa stamane dal gip Maurizio Saso su richiesta del pm Milito Stefano De Nozza. Francesco Ceramia, ex parroco, avrebbe molestato e abusato del ragazzino tra il 2009 e il 2010. A dicembre dello scorso anno, le forze dell’ordine avevano perquisito la chiesa dove il religioso svolgeva la sua missione pastorale, la San Giustino De Jacobis, notificandogli l’avviso di garanzia. Quando si è reso conto di essere indagato, Ceramia ha deciso di rinunciare al suo incarico. Solo recentemente, però, monsignor Domenico Caliandro, arcivescovo di Brindisi, ha designato un nuovo parroco, al posto di Francesco Ceramia.

La vittima degli abusi ha rivelato che il religioso abusava di lui due volte a settimana, solitamente alla fine degli incontri di catechismo. Il religioso abietto diceva al minorenne di non temere perché tutto quello che faceva con lui era “per opera di Dio”. Gli investigatori hanno iniziato ad indagare dopo la denuncia di un pediatra a cui il minorenne si era confessato. Dopo la rivelazione al pediatra, è arrivata anche quella rilasciata alle forze dell’ordine:

“Io capivo che non era una cosa per bambini, mi immaginavo che non era una cosa per bambini, gli dicevo sei grande, per favore, lasciami stare, sono un bimbo. Qualche volta piangevo”.

Cosa sta accadendo a Brindisi? Nel giro di poco tempo sono stati scoperti tre casi di abusi su minori commessi da sacerdoti. A differenza degli altri due religiosi, che sono finiti ai domiciliari, Francesco Ceramia è finito in carcere perché è pesante l’accusa: atti sessuali continuati e pluriaggravati. Fondamentale per l’arresto del religioso è stata la confessione del minore, senza la quale, probabilmente, la storia non sarebbe venuta nemmeno alla luce. Lo stesso Telefono Azzurro esorta bimbi e ragazzi vittime di abusi e molestie da parte di adulti di parlarne. Il presidente della nota organizzazione, Ernesto Caffo, ha dichiarato:

“La pedofilia è un fenomeno ancora troppo diffuso nel nostro Paese e casi come quello nel Brindisino ne rappresentano una drammatica conferma. L’ascolto dei bambini è fondamentale. Solo con l’ascolto è possibile raccogliere gli elementi di rischio prima che si verifichino episodi simili. Dobbiamo riservare ai bambini una grande attenzione, perché possano sempre più rompere il silenzio degli adulti, che spesso nasce da una cultura in cui non c’è rispetto delle vite umane”.

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