Pretty Little Liars 7×05 Recensione, Segreti Disseppelliti

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PRETTY LITTLE LIARS 7X05, I SEGRETI TARDANO A MORIRE.

I nodi vengono al pettine nella città delle origini, quella in cui ogni persecuzione ebbe origine. Se l’A team si compone di coloro che, in gran parte, hanno pagato gli errori delle Liars, eccoli tutti riuniti: Jenna Marshall, Sarah Harvey, Noel Kahn. Personaggi subdoli, misteriosi e sospetti sin dalle prime stagioni, mai veri alleati delle quattro amiche o quantomeno sempre pronti a sfruttare le loro debolezze. I cosiddetti personaggi secondari che, tuttavia, tornano a far parlare di se uscendo dall’oblio del sospetto e della mistificazione. Se di un team di nemici giurati delle ragazze dai tanti segreti si parla non può che essere formato da loro tre e forse da molti altri che da sempre abbiamo osteggiato per il loro fare furtivo ed ingannatore: Wren, Melissa, Lucas. Di Mona ci si può davvero fidare? Il suo aiuto informatico appare disinteressato? In fondo anch’ella ha vestito i panni del prevaricatore; anche lei, in passato, ha scelto la vendetta, l’odio, il rancore. Di odio vive Alison, incapace di uscire da una nuova prigionia, quella della sua casa, piena di ricordi fasulli ed angustiata dalla presenza di un’indesiderata zietta che, tra uno sprazzo e l’altro di onestà, offre momenti di pura distonia, ancorata a quell’idea di famiglia spezzata. Per una famiglia che si spezza, una, forse, sta per formarsi. Incredibilmente, gli Ezria potrebbero trionfare, a patto di una risposta affermativa di Aria alla proposta di matrimonio del fidanzato. E se Spencer rischia di perdere Caleb per sempre, costantemente bisognosa dell’appoggio emotivo di Toby ed Hanna svolge senza alcuna voglia il suo dovere di amica, ancora incerta se abbia fatto bene o meno a fuggire dai propositi di ricchezza, Emily ha forse già mandato a monte la seconda possibilità di successo con Sabrina, talmente impegnata a seguire indizi e prove del suo stalker che, agli occhi della nuova fiamma, altro non sono se non antipatiche distrazioni. L’amore non è affare per bugiardi o forse Ezra è un bugiardo più abile di Aria? Dall’oltretomba potrebbe tornare Nicole, il Detective Wilden e persino Elliott, poiché i segreti, a Rosewood, non vengono mai seppelliti. Neanche e soprattutto quello sulla famosa notte in cui è morto Archer Dunhill. A.D. Non basta un acronimo per spiegare anni di errori, di bugie, di sospetti. Fare male alle Liars, a volte, è tremendamente facile, approfittando delle loro fragilità, della loro ingenuità e della loro inesperienza. Tuttavia, non era certo lo psicolabile Archer la mente dietro ad anni di sottili e perverse molestie. Per andare a fondo, servirà pagare un prezzo, e non sarà a sconto.

 

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