Roma: auto foreign fighter nel parcheggio dell’aeroporto di Fiumicino

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Roma, auto foreign fighter posteggiata a fiumicino

Ieri gli artificieri della polizia di frontiera hanno fatto esplodere in un parcheggio nei pressi dell’aeroporto di Fiumicino, a Roma, un’auto posteggiata regolarmente da oltre due mesi. Pare che l’auto di un foreign fighter che attualmente si trova in Siria.

Combattente straniero ha nazionalità inglese

Tanta agitazione, ieri, allo scalo aeroportuale romano durante le operazioni preordinate a far brillare il veicolo appartenente a un foreign fighter con cittadinanza inglese ma di origini cingalese. Gli investigatori ritengono che ora il combattente dell’Isis si trovi in Siria. Durante la perquisizione dell’auto, una Seat Alhambra con targa inglese, non è stato trovato nulla di particolare. Il proprietario del veicolo è un 37enne che ora sta combattendo in Siria assieme agli altri miliziani dell’Isis. La vettura è stata parcheggiata nel parking ‘lunga sosta’ dell’aeroporto di Fiumicino a maggio dell’anno scorso. Il veicolo è stato scoperto da alcuni agenti della Polaria durante un controllo di routine. Il 37enne e i suoi familiari, dopo aver posteggiato l’auto, salirono a bordo di un aereo e fecero perdere le loro tracce. Non si sa dove il foreign fighter si trova. Gli investigatori sono riusciti ad identificare il proprietario del veicolo mediante il sofisticato sistema Border Control System Italia.

Imbarcato con familiari

E’ curioso, però, che il 37enne e alcuni suoi parenti siano riusciti ad imbarcarsi normalmente. Eppure l’uomo era segnalato nelle liste dei presunti terroristi. Come mai il 37enne è salito su quell’aereo come se nulla fosse? Alcuni investigatori hanno riferito, però, che il foreign fighter non era presente nell’elenco dei presunti terroristi nel momento in cui salì sull’aereo, a Fiumicino: l’iscrizione nella lista risale a un momento successivo. Quella Seat Alhambra, dunque, è di un combattente straniero dell’Isis, di un uomo, dunque, che sta rischiando la vita per perseguire i folli obiettivi del sedicente Stato Islamico. Quando si parla di Isis, infatti, non si può non parlare di foreign fighters, ovvero persone che si recano in Siria, in Iraq e in altre zone del mondo per aiutare la terribile organizzazione terroristica. I combattenti stranieri, dunque, sono soggetti nati in Paesi diversi da quelli dove è nato il Califfato ma condividono le sue ideologie e i suoi metodi. I foreign fighters ambiscono a vivere in uno Stato dove ci sia benessere ed equità sociale. Non è facile fare un identikit del combattente straniero, che può essere sia un analfabeta che una persona con grado elevato di cultura, sia un ricco che un povero. Qual è il motivo che spinge molte persone a diventare foreign fighters? Beh, secondo gli esperti, è la voglia di crearsi una nuova vita in un nuovo Stato che garantisca a tutti benessere, prosperità e giustizia.

20.000 foreign fighters nel mondo

La maggior parte dei foreign fighters è formata da islamici e da soggetti convertiti ‘dell’ultimo minuto’ all’Islam. Molti ragazzi e uomini, e persino ragazze occidentali, negli ultimi anni, hanno lasciato le loro famiglie per arruolarsi nelle milizie dell’Isis. Tali soggetti vengono addestrati in Medio Oriente per poi colpire proprio gli Stati di provenienza. Molti americani, inglesi, francesi, spagnoli e italiani, negli ultimi anni, sono diventati foreign fighters; diversi, purtroppo, hanno pagato con la vita la loro scelta. Si stima che, nel mondo, i foreign fighters siano circa 20.000. L’Isis, oggi, cerca proseliti soprattutto attraverso Internet.

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