Silvana Pampanini è morta: fece invaghire Totò, aveva 91 anni

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Silvana Pampanini è morta: simbolo bellezza femminile italiana

Il mondo del cinema è in lutto per la morte di Silvana Pampanini, ricoverata 2 mesi fa all’ospedale “Agostino Gemelli” di Roma e sottoposta a un delicato intervento chirurgico. Aveva 91 anni

 

L’operazione effettuata dai medici del “Gemelli” era andata bene. Silvana sembrava si stesse riprendendo, invece nelle ultime ore c’è stata una recrudescenza delle sue condizioni di salute. L’intervento chirurgico all’addome, dunque, si è rivelato vano. Le esequie si svolgeranno venerdì prossimo, 8 gennaio 2016, presso la parrocchia Santa Croce, alle 11. E’ certo che alla cerimonia funebre parteciperanno molti amici e colleghi della Pampanini, che collaborò con ‘mostri sacri’ del cinema italiano, come Alberto Sordi, Totò, Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni e Vittorio De Sica.

Silvana studiò al conservatorio musicale di Santa Cecilia, a Roma, prima di approdare nel mondo del cinema. Prima delle colleghe Sophia Loren e Gina Lollobrigida, fu lei a simboleggiare la bellezza femminile del Belpaese.

Il successo della Pampanini aumentò vorticosamente negli anni ’50, diventando, nel 1951, l’attrice più pagata e richiesta. Cosciente della sua fama, Silvana ebbe il coraggio di rifiutare offerte provenienti da Hollywood. Un’artista bella, popolare e ricca, ovviamente, ebbe tantissimi pretendenti che fecero follie pur di sposarla.

“Nella mia vita ho avuto più spasimanti che mal di testa”, affermava spesso l’attrice romana.

Silvana Pampanini, in realtà, s’innamorò veramente di un solo uomo (la cui identità è rimasta sconosciuta) che morì un mese prima delle nozze. L’attrice, però, ebbe molte liaison con attori famosi come Omar Sharif, Tyrone Power e Orson Welles. Di Silvana s’invaghì anche il celebre collega Totò: i due lavorarono insieme sul set di “47 morto che parla”. Silvana raccontò che Totò soleva corteggiarla con profumi, cioccolati e mazzi di fiori.

Molti sostengono che Totò abbia scritto “Malafemmena” proprio pensando a Silvana Pampanini; la Siae, però, ha smentito tale diceria, sottolineando che il brano è dedicato alla prima moglie del compianto attore e regista napoletano.

Addio Silvana, riposa in pace!

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