Unioni civili gay: Bagnasco contro ddl Cirinnà, Governo ha altre priorità

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Unioni civili: cardinale Bagnasco critica ddl Cirinnà

Il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, auspica un tempestivo ritiro del ddl Cirinnà perché, secondo lui, deve essere tutelata la famiglia tradizionale. Il cardinale, però, condivide il Family Day in programma a Roma il prossimo 30 gennaio

 

Ieri, mentre officiava la messa nella cattedrale San Lorenzo di Genova, Bagnasco ha affermato:

“Una manifestazione condivisibile e dalle finalità assolutamente necessarie. E’ una iniziativa dei laici, con la loro responsabilità, come il Concilio Vaticano II ricorda. L’obiettivo della manifestazione è decisamente buono perché la famiglia è il fondamento di tutta la società”.

Bagnasco dunque condivide il Family Day, anche se ancora la Cei non ha annunciato ufficialmente la sua condivisione dell’evento. Mons. Nunzio Galantino, segretario della Cei, ha sottolineato che si tratta di un evento promosso dal laicato cattolico e i vescovi possono parteciparvi.

Il ddl Cirinnà prevede il riconoscimento delle unioni civili gay e le adozioni gay, temi tabù per la Chiesa. E’ probabile che il prossimo 25 gennaio Bagnasco, in occasione del prologo al Consiglio Cei, ribadisca la sua visione riguardo al ddl Cirinnà e alle unioni civili gay.

Ieri, soffermandosi sulla famiglia tradizionale, Bagnasco ha argomentato:

“La famiglia non può essere uguagliata da nessun’altra  istituzione o situazione. La difesa della famiglia, la promozione della famiglia, e l’invocazione di sostegni reali, che fino ad adesso sembra che non ci siano, dovrebbe essere voce unitaria di tutto il Paese, di tutte le famiglie italiane, anche in modo diversificati, ma l’obiettivo è assolutamente necessario perché le politiche familiari sono piccolissime”.

Secondo il presidente della Cei le priorità dell’Italia sono altre, quindi la questione delle unioni civili gay non va messa al primo posto:

“Ci sono diverse considerazioni da fare, ma la più importante è che mi sembra una grande distrazione da parte del Parlamento rispetto ai veri problemi dell’Italia: creare posti di lavoro, dare sicurezza sociale, ristabili il welfare”.

Bagnasco, soffermandosi proprio alla grande quantità di disoccupati ed indigenti in Italia, ha aggiunto:

“Noi vediamo nelle nostre parrocchie una grandissima coda di disoccupati, inoccupati, di gente disperata che non sa come portare avanti giorno per giorno la propria famiglia. Di fronte a questa situazione, tanto accanimento su determinati punti che impegnano il Governo e lo mettono in continua fibrillazione mi pare che sia una distrazione grave e irresponsabile“.

Non si fa altro che parlare delle unioni civili gay, negli ultimi tempi. I contrari al ddl Cirinnà sono tanti, come uno dei promotori del Family Day, Mario Adinolfi, che ha scritto sul suo profilo Facebook:

“L’articolo 5 del ddl Cirinnà, quello sulla stepchild adoption, serve al senatore Lo Giudice per legittimare la sua pratica di utero in affitto svolta in America in cui il bimbo è costato più di centomila euro”.

 

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