Usain Bolt Bluffa De Grasse Sul Filo Del Traguardo Dei 200 M, Il Mito Vola In Finale

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Chiunque abbia assistito questa notte alla semifinale dei 200 m, in diretta da quel di Rio De Janeiro, avrà sicuramente tifato per Usain Bolt, un fuoriclasse per il quale appare impossibile non tifare. Sbeffeggia la telecamera, prima dello sprint e persino il traguardo, ma vince facile. Un “omone” che, per i giochi della fisica, non dovrebbe essere il velocista che è, stimato dagli appassionati di sport, ma temuto da qualunque contendente. Passano gli anni, eppure Bolt nei 200 m appare ancora imbattibile. Se sui 100 gli altri velocisti possono nutrire qualche flebile speranza di batterlo, sui 200 m Bolt sa dosare le forze, ingranare il ritmo di crociera e poi raggiungere il traguardo con nonchalance, con la stessa semplicità con cui una madre spinge un passeggino. In effetti, rallenta, chiudendo con 19”78 e beffandosi di De Grasse, l’unico che riesce a stargli dietro, un degno erede che potrebbe diventare il nuovo Bolt, solo quando il gigante giamaicano deciderà di appendere le scarpette al chiodo, s’intende. Per il momento, non c’è storia quando si gareggia con Bolt e se il mito della corsa, sinora, ha vinto con facilità, rallentando sul traguardo, solitamente incontrastato, facendo mangiare la polvere agli altri velocisti, sappiamo bene come, in finale, sappia spingere sino al traguardo, senza rischi, senza concedere false speranze ma, magari, beffeggiandosi anche stavolta di chi, salvo imprevisti, pensa di poter battere il velocista più forte al mondo. Si prospetta una prestazione cronometrica da urlo? Bolt vuole infrangere ogni record e superare ogni limite umano. Del resto, è umano?

 

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