Virus Zika piega Brasile: boom casi microcefalia neonatale

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Brasile in ginocchio per virus Zika

Il virus Zika sta proliferando in Brasile e pare sia arrivato anche in Europa. Le donne incinte devono fare molta attenzione perché tale virus prova microcefalia neonatale

 

L’anno scorso, solo in Brasile, sono stati registrati oltre 3.000 casi di microcefalia e, purtroppo, molti neonati sono morti poco dopo la nascita. Il virus Zika, insomma, sta incutendo non poco timore in Brasile e rischia di diffondersi in molte altre parti del mondo, Europa compresa. A trasmettere il virus, lo ricordiamo, è una zanzara.

Il virus Zika è stato individuato la prima volta in Uganda, nel 1947, su diverse scimmie. Chi è infettato, solitamente, non accusa particolari sintomi. Il problema riguarda le donne incinte, visto che quasi sicuramente partoriranno bebè affetti da microcefalia, patologia che l’anno scorso ha bersagliato moltissimi neonati brasiliani.

La microcefalia, secondo alcuni studiosi, è diretta conseguenza del virus Zika delle mamme. Se una donna incinta viene infettata, insomma, il piccolo verràà bersagliato dalla malformazione consistente nel ridotto sviluppo del cranio e del cervello. Nella maggior parte dei casi, i piccoli affetti da microcefali non hanno problemi psichici o ridotte capacità cognitive; in alcuni casi, però, la microcefalia può essere la causa di atassia, epilessia e ritardo mentale.

Sia ben chiaro, comunque, che la microcefalia non insorge solo per il virus Zika. Le cause sono diverse, come l’assunzione di droga e alcol durante la gestazione.

Fatto sta che, nel 2005, si è registrato un boom di casi di microcefalia in Brasile, nazione dove il virus Zika è molto diffuso. Incuriosisce, però, una circostanza: il virus Zika è presente anche in altre nazioni, non solo in Brasile.

Le autorità sanitarie mondiali si stanno accordando sull’eventualità di un global warning che disincentivi le donne incinte a recarsi in Sudamerica e ai Caraibi. Tra qualche giorno verrà presa una decisione. Gli infettivologi sperano in un warning dei CDC, sebbene l’allarme potrebbe avere conseguenze terribili sul turismo in Sudamerica e ai Caraibi. Chi sarebbe disposto a recarsi in tali zone sapendo di avere alte probabilità di contrarre il virus Zika?

Gli esperti di tutto il mondo temono che la rapida e massiccia diffusione del virus Zika sia dovuto al fatto che non la fonte del contagio non è più solamente la zanzara Aedes Egypti ma anche da altre specie, come la più comune zanzara tigre.

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