Atac, autista Christian Rosso sospeso: ha denunciato condizioni di lavoro pessime

Ha avuto il coraggio di diffondere un video-denuncia sulla condizioni di lavoro all’Atac ed ora è stato sospeso dal lavoro a tempo indeterminato. Il protagonista di questa vicenda è Christian Rosso, autista di autobus dell’azienda del trasporto pubblico romano

 

 

La notizia della sospensione è stata rivelata proprio dallo stesso Rosso ai suoi colleghi. E’ questo il motivo per cui oggi tantissimi autisti dell’Atac hanno protestato in Campidoglio nel corso di un sit-in organizzato principalmente dalla sigla Cambiamenti-M410, creata due anni fa. “Per nascondere la verità c’hai messo contro un’intera città”, e “False promesse e video messaggi, sono questi i veri disagi” sono soltanto alcune delle scritte apposte sugli striscioni sollevati dagli autisti. Alla protesta hanno preso parte molti dipendenti della linea Roma-Ostia, che si trovano, da tempo, a lavorare in pessime condizioni. da sempre una delle tratte ferroviarie cittadine in condizioni peggiori. Al sit-in hanno partecipato anche diversi utenti del Comitato pendolari Roma-Lido, che hanno messo in evidenza “una situazione indegna per chi viaggia e per chi lavora”.

I manifestanti hanno asserito che vogliono al più presto incontrare Stefano Esposito, nuovo assessore ai trasporti, visto che ieri ha dichiarato di essersi messo in contatto coi maggiori sindacati del trasporto pubblico della città. Proprio Esposito ha detto: “In questi giorni le proteste degli utenti dei mezzi pubblici sono al massimo, quelle dei lavoratori quasi, parlerò con tutti gli agenti coinvolti, ma bisogna avere il coraggio di dire e praticare una cosa semplice: tutti i problemi, contrattuali, amministrativi, non devono più pagarli i romani”.

“Atac mi ha sospeso perché non ci sono mezzi per circolare, non per colpa dei lavoratori”, ha asserito Christian Rosso, ovviamente presente alla sit-in. Tanti autisti si sono riuniti in Campidoglio per appoggiare Rosso e contestare la privatizzazione di Atac, annunciata recentemente dal sindaco Marino per evitare il fallimento. “Stanno creando un martire e lo stanno creando loro, allargando a macchia d’olio questa vicenda. Io sono stato sospeso a tempo indeterminato dal prossimo 27 agosto non prenderò più lo stipendio perché ho informato i cittadini. Due minuti prima del turno sono venuti a notificarmi la sospensione, ci sono anche rimasti male loro perché nemmeno ho letto il foglio che mi hanno consegnato. Non mi interessa, io voglio davvero che i cittadini sappiano”, ha detto Rosso dinanzi ai colleghi.

Riguardo alla sospensione di Rosso, Ignazio Marino ha dichiarato: “Questa domanda la poteva fare a un politicante del secolo scorso, non a me. Io non mi occupo di amministrazione delle aziende ma di selezionare le persone che devono poi avere la responsabilità strategica delle aziende come gli assessori che a loro volta scelgono i dirigenti e i cda delle aziende di loro competenza. In questa città, purtroppo, in passato è accaduto e continua ad accadere che quando qualcuno deve essere punito o licenziato arrivi la telefonata del politico che dice ‘No, ha fatto la campagna elettorale’. A me non me ne frega niente che ha fatto la campagna elettorale di uno di destra o di sinistra. Se fa bene fa bene, se fa male viene giudicato per quello che fa”.

Stefano Esposito, invece, ha così commentato la vicenda: “Invito l’amministratore delegato dell’Atac a valutare forme diverse di sanzioni“. Oggi, in Campidoglio, un centinaio di autisti era schierato contro Marino. Tanti manifesti di protesta, tra cui quello con su scritto: “Raccolta fondi per un biglietto di sola andata per Genova per Marino“.

Micaela Quintavalle, presidente di Cambia-Menti, ha affermato: “Abbiamo scelto il Campidoglio per la nostra protesta perché le dichiarazioni di Marino sono imbarazzanti. Ci ha scaraventato contro l’utenza, volendo dimostrare che la colpa è degli autoferrotranvieri. C’è un macabro disegno, la colpa dei disservizi è della ‘troika romana’: governo locale e attuale, organizzazioni sindacali più rappresentative e dirigenza. I disservizi finirebbero se venissero assunte mille unità sul personale viaggiante, operai e meccanici, e se venissero sostituiti mezzi, che sono vecchi e con tanti km… La privatizzazione non aiuta nessuno, né i lavoratori né i cittadini. Il privato deve guadagnare. Il trasporto pubblico può funzionare solo se si mettono a governo dell’azienda persone competenti che non è stato fatto: serve discontinuità, e non questa paventata da Marino, che mette in azienda persone che ignorano come funziona un autobus e un treno e parla solo con le organizzazioni più rappresentative. Deve parlare con noi”.