Fabri Fibra condannato a risarcire Valerio Scanu: “A me di te” diffamatoria

Tempi duri per Fabri Fibra, che dovrà risarcire Valerio Scanu, cantante sardo diventato famoso grazie ad “Amici” di Maria De Filippi, perché lo ha diffamato con la canzone “A me di te”, contenuta nel disco “Guerra e Pace”, uscito 3 anni fa. Il Tribunale di Milano ha ordinato al rapper di Senigallia di corrispondere a Scanu, a titolo di risarcimento, 20.000 euro. La sentenza, in realtà, era stata emessa qualche mese fa, ma non avendo, il rapper e i suoi avvocati, presentato alcun ricorso, ora è diventata  definitiva e quindi i media hanno iniziato a dare risalto alla notizia.

Ascoltando “A me di te” si capisce subito che Fabri Fibra prende di mira Valerio Scanu, anche se ricorre a molte allusioni e giri di parole. Il cantante sardo, comunque, non viene mai espressamente menzionato ma, chiaramente, quel “Valeria Scanner” è una palese deformazione del nome e cognome dell’artista sardo. Dopo la pubblicazione di “Guerra e Pace” e quindi del brano “A me di te”, Valerio Scanu diede subito mandato ai suoi avvocati di querelare Fabri Fibra. Adesso, dopo diverse battaglie giudiziarie, è arrivata la sentenza che ha riconosciuto un risarcimento a favore di Valerio Scanu, perché è stato diffamato dal rapper di Senigallia. I legali del cantautore sardo, Ugo Cerruti e Paola Castiglione, hanno affermato dopo la sentenza:

La musica è libertà, ma insultare squallidamente non è musica e non è arte. Ognuno è libero di manifestare liberamente il proprio pensiero, non di offendere e diffamare una persona”.

Una sentenza che certamente farà parlare a lungo di sé perché è la prima, in Italia, che condanna un rapper per aver offeso qualcuno. Come tutti sanno, le parole scritte dai rapper hanno quasi sempre toni ironici e ‘bersagli vip’. A questo punto, ogni rapper dovrebbe essere querelato e condannato per contenuti diffamatori, soprattutto negli Usa. Adesso c’è il rischio che il caso Fabri Fibra – Valerio Scanu diventi un precedente. Vita dura per i rapper italiani? Forse. Non è la prima volta che Fabri Fibra viene alla ribalta per i suoi contenuti forti: lo stesso Marco Mengoni, 6 anni fa, si adirò per le parole del rapper ma decise di non adire le vie legali. Marco scrisse su Facebook:

“Non ho alcuna intenzione di rispondere per vie legali. Nessuna querela, niente di niente da parte mia. Viviamo in un Paese libero e ognuno è libero di dire quello che vuole. Così come io sono e mi sento un uomo libero, così deve essere anche per lui… E’ un suo problema: poteva scrivere una canzone contro la guerra o qualsiasi altra cosa, ha deciso di fare un testo così, fatti suoi”. 

Marco Mengoni, insomma, evitò di adire le vie legali. Valerio Scanu, invece, non ha sorvolato, forse perché se l’è presa davvero per le parole contenute in “A me di te”. Fabri Fibra deve iniziare a mettere le mani sul portafoglio, dunque, e risarcire uno dei tanti artisti usciti dalla fucina di “Amici”.