Femminicidio a Roma: somala incinta stuprata da romeni

Un altro caso di femminicidio a Roma. Stavolta la vittima degli abusi è una somala incinta. La donna ha raccontato alle forze dell’ordine di essere stata portata con la forza da due romeni nel cortile dell’istituto Galileo Galilei di via Conte Verde e di essere stata violentata. Una persona che vive nei paraggi aveva sentito le grida disperate di aiuto della donna e subito ha chiamato i carabinieri e la Polizia. Gli agenti sono subito arrivati sul posto, all’Esquilino, ed hanno scoperto i due romeni, ambedue ventenni e con precedenti penali, mentre abusavano della donna, al settimo mese di gravidanza.

I due immigrati sono stati bloccati ed arrestati per violenza sessuale. La somala è stata subito condotta all’ospedale San Giovanni, dove i medici non hanno accertato, per fortuna, lesioni al feto. L’immigrata, residente nel Reatino, ha rivelato agli investigatori di aver incontrato i due romeni nel pomeriggio. La coppia di balordi avrebbe fatto bere molto alcol alla donna, che poi è stata costretta a subire violenze, nonostante la gravidanza. Beh, soggetti del genere sono indefinibili: auspichiamo solo che la giustizia faccia il suo corso e che i due romeni vengano puniti per il ‘pesante’ reato commesso.

Un altro grave femminicidio nella Capitale. Roma è ancora scossa dalle violenze subite ultimamente da giovani ragazze, come Sara Di Pietrantonio, uccisa barbaramente dal suo ex. Troppe donne abusate, vessate, aggredite. Tutti gli slogan contro il femminicidio, probabilmente, non bastano. Fidanzati, mariti, ex compagni e sconosciuti. Tali soggetti, solitamente, sono gli autori dei femminicidi in Italia. Dall’inizio del 2016 ad oggi ben 55 donne sono rimaste vittime di femminicidio: bisogna riflettere su un fenomeno allarmante. La psicologa Vittoria Gentile, nel corso di un’interessante intervista sul femminicidio, ha dichiarato:

“Il violento può essere di qualsiasi età, appartenere a qualsiasi ceto sociale ed avere qualsiasi livello di istruzione. Alla base della violenza, fisica, psicologica e verbale sulle donne c’è spesso il desiderio del controllo dell’uomo sulla compagna. Nel momento in cui la donna contemporanea, sempre più emancipata e padrona delle proprie scelte, si sottrae a questo controllo, nei casi più eclatanti decidendo di porre fine alla relazione, l’uomo, se non riesce a sopportare l’abbandono, può diventare violento e compiere uno spettro di azioni che vanno dallo schiaffo al femminicidio, passando per la violenza psicologica e i ricatti di tipo economico”.

La dottoressa Gentile ha anche precisato che, dal momento dell’approvazione della legge sullo stalking, molti uomini hanno denunciato le loro compagne, ex compagne per molestie, specialmente di ordine psicologico. Su 100 denunce per stalking, però, 80 sono state presentate dalle donne. Il dato fa riflettere.