Napoli: tetti usati dai ‘baby boss’ come poligoni di tiro

Napoli, si sa, è una delle più belle città al mondo ma ha molti problemi, tra cui quello della delinquenza e della criminalità. Molti giovani iniziano presto a delinquere a Napoli, per necessità o semplicemente perché appartengono a clan camorristici. E’ un vero peccato e un danno per Napoli e l’Italia.

I carabinieri hanno fatto una scoperta agghiacciante nel borgo San’Antonio Abate, nel centro storico di Napoli. I tetti di molti palazzi erano sfruttati come poligoni di tiro dai ‘baby boss’. Borgo Sant’Antonio Abate è un luogo difficile, dove sparatorie e morti sono all’ordine del giorno. Qualche giorno fa, ad esempio, una persona è morta e diverse sono rimaste ferite durante una sparatoria.

I militari hanno scoperto tante munizioni, una pistola, e 22 cartucce per fucile. Sul tetto di un palazzo dove vive il familiare di uno dei ‘baby boss’ implicato nelle sparatorie dei giorni scorsi è stato individuato un vero e proprio poligono di tiro. I carabinieri hanno notato molti fori nelle antenne paraboliche. Tutto ciò è semplicemente allucinante.

La delinquenza minorile dilaga a Napoli. Molti ragazzini iniziano a lavorare presto per la camorra, disertando la scuola. Giovani che iniziano a spacciare droga o, peggio ancora uccidere. Si cresce presto tra i vicoli di Napoli. Lo sa bene anche il giornalista Michele Santoro che durante la seconda puntata del suo programma “Servizio Pubblico” disse: “Napoli è la provincia più giovane d’Italia coi suoi 3 milioni di abitanti. E quei giovani ‘delinquenti’ contribuiscono al Prodotto interno lordo del nostro Paese. Papa Francesco lo chiama Stato sociale, il ministro Padoan invece lo chiama spesa pubblica. La droga fa parte del Pil, non è uno scherzo. Quei giovani delinquenti contribuiscono al Pil del nostro Paese. E’ meglio tenersi questo Pil sporco ma attivo o spendere soldi per reintegrare questi ragazzi?”. Poi Santoro lanciò una frecciatina al premier Renzi: “O accende il cerino oppure deve dire, come i suoi predecessori, che quei giovani non esistono, non sono mai esistiti e per questo l’Italia è bellissima”.

I moniti del Papa dovrebbero essere recepiti. Finora, però, è tutto uguale a Napoli; anzi peggio. Episodi di cronaca nera non mancano. Un anno fa 4 minorenni irruppero a Palazzo Fuga e cercarono di rubare ben 15.000 euro e 2 pc; poi salirono sul tetto dello stabile e iniziarono a scagliare sassi contro le auto e i passanti. Immediato l’arrivo sul posto dei vigili del fuoco e dei poliziotti. I baby criminali furono denunciati per tentato furto aggravato, attentato alla sicurezza dei trasporti e lancio pericoloso di cose. Di episodi del genere ne potremmo raccontare tanti, ma ci fermiamo qui. Vogliamo solo lanciare un appello alle istituzioni locali e nazionali: non si può lasciare Napoli nelle mani della criminalità e non è ammissibile che i bimbi diventino criminali già a 5/6 anni.