Pizzo Bernina, alpinisti lombardi precipitano: corpi trovati a quota 3.400 metri

Dramma in montagna. Due alpinisti lombardi, Gianangelo Franchina e Marcella Bonfanti, hanno perso la vita mentre tentavano la risalita del versante italiano del Pizzo Bernina. I cadaveri dei due appassionati di alpinismo sono stati trovati a quota 3.400 metri

 

I soccorritori hanno faticato non poco per recuperare i corpi esanimi di Franchina (46 anni) e Bonfanti (43 anni), precipitati in un punto molto difficile da affrontare, vista la grande presenza di neve e ghiaccio in questo periodo.

La 43enne e il 46enne, originari rispettivamente di Lecco e Alzate Brianza (Como) avevano lasciato i loro rispettivi paesi sabato scorso per iniziare la loro avventura nei pressi di di Pizzo Bernina. Un’avventura terminata presto e tragicamente. Sabato sera, la coppia aveva dormito nella capanna Marinelli, iniziando l’impresa domenica mattina, molto presto.

Gli alpinisti lombardi avevano lasciato la loro auto in località Campomoro prima di avventurarsi tra la neve e i ghiacci. A segnalare la scomparsa dei due sono stati i colleghi di lavoro, non vedendoli tornare in ufficio. I parenti di Bonfanti e Franchina hanno subito allertato il Soccorso alpino di Lecco. I soccorritori si sono messi al lavoro e, alla fine, hanno scoperto i corpi senza vita dei due alpinisti lombardi. Si trovavano a quota 3.400 metri.

Non si conosce attualmente la causa della tragedia. Si sa solo che la zona di Pizzo Bernina che i quarantenni stavano affrontando è molto insidiosa perché si trova rischia di essere travolti da ‘piogge’ di sassi, neve e ghiaccio. Si ipotizza che gli alpinisti lombardi abbiano fatto un volo di circa 150 metri prima di perdere la vita sul colpo. Non è stato facile recuperare le salme: la zona, come detto, è molto difficile da raggiungere.

Secondo le prime informazioni, i corpi dei due alpinisti erano intrappolati tra le rocce e il nevaio. Una passione, l’alpinismo, ha ucciso altre 2 persone.