Disastro di Seveso, 10 luglio 1976 – 10 luglio 2016: maledetta diossina!

Disastro di Seveso, 10 luglio 1976 – 10 luglio 2016: maledetta diossina!

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Disastro di Seveso: 10 luglio 1976 più grande incidente industriale in Italia

Sono già passati 40 anni dal disastro di Seveso, senza dubbio uno dei peggiori disastri ambientali in Italia. Una nube di diossina, improvvisamente, pervase tutta la zona di Seveso e Meda. Oltre 2.000 ettari vennero contaminati. Non si può dimenticare. Non si deve.

Disastro di Seveso: si contano ancora le vittime

Il disastro di Seveso venne causato dall’esplosione dello stabilimento ICMESA di Meda. Un incidente industriale tremendo, il più grave mai avvenuto in Italia. Ingenti quantità di diossina si diffusero rapidamente nell’aria della bassa Brianza, spinte verso Sud dai venti. Il terribile nembo conteneva anche TCDD, una tipologia molto nociva di diossina, che aumenta notevolmente il rischio di cancro, deformazioni dei feti e lesioni alla pelle. L’esplosione del reattore della fabbrica in cui veniva prodotto triclorofenolo si verificò dopo le 12. Gli abitanti di Seveso respirarono un’aria contaminata e i danni alla loro salute furono inevitabili. In questi ultimi 40 anni molte persone della bassa Brianza sono morte per tumori ed altre patologie causate, quasi sicuramente, da quella maledetta diossina. Il disastro di Seveso ha indubbiamente causato molte vittime, e ancora oggi molte persone soffrono per quell’esplosione.

Non solo malattie. L’incidente di Seveso è stato la causa della malformazione di molti feti. Da quel momento iniziarono a tenere banco i primi dibattiti sull’aborto. Gli ambientalisti, inoltre, iniziarono ad organizzare le loro prime manifestazioni in difesa dell’ambiente, sollecitando le istituzioni ad evitare disastri simili a quello di Seveso.

Più diossina che in Vietnam

Oggi, dopo 40 anni, l’area dove si verificò il disastro di Seveso è stata bonificata. C’è un posto dove, all’epoca, sorgeva la fabbrica ICMESA. Le ruspe hanno asportato tutta la terra ‘ammorbata’. Il problema è che quell’esplosione ha provocato molte vittime e, anche oggi, molte persone stanno soffrendo per quell’esplosione che determinò la diffusione nell’aria di grosse quantità di diossina. Sui giornali dell’epoca campeggiavano titoli come “Più diossina che in Vietnam”, oppure “Peggio di Hiroshima”. Effettivamente, il disastro di Seveso è stato qualcosa che non ha avuto precedenti in Italia: molte donne incinte iniziarono a vivere nel terrore di avere un ‘mostro’ in pancia e i favorevoli all’aborto strumentalizzarono l’incidente per fare propaganda, per sollecitare l’introduzione di una legge sull’aborto, che il Parlamento avrebbe approvato poco dopo.

Il disastro di Seveso fu seguito da un terrorismo psicologico senza eguali. Molte persone e i movimenti femministi esortavano le donne ad abortire perché, altrimenti, avrebbero partorito ‘mostri’. Dall’altro lato, però, c’erano i cattolici, i sacerdoti, e molti volontari che invitavano le donne incinte a riflettere e ad affidarsi a Dio. A non abortire.

Non dimenticare mai

Un evento traumatico nella bassa Brianza. Non si può dimenticare certamente quel 10 luglio 1976. Chi scrive non era neanche nato ma, grazie ai giornali e a numerose testimonianze, ha appreso presto quanto il disastro di Seveso abbia danneggiato la salute di molti italiani e l’economia del Belpaese.