Gay Pride 2016 a Roma, Asia Argento madrina della parata

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Roma Pride 2016: Asia Argento madrina

Ieri, 11 giugno 2016, a Roma ha sfilato l’orgoglio gay. Tantissimi omosessuali, lesbiche e trans hanno sfilato per le vie della Capitale nel nome della libertà di amare, senza se e senza ma, con la consapevolezza che ancora bisogna lottare molto per conquistare diritti sempre negati dai politici. Quello di ieri è stato il primo Gay Pride a Roma dopo l’approvazione della legge Cirinnà, quella sulle unioni civili. Madrina della parata è stata Asia Argento, attrice e figlia del ‘re dell’horror’ Dario Argento.

700.000 persone hanno sfilato per le vie della Capitale

Tantissime persone (700.000 secondo gli organizzatori) hanno partecipato alla parata per ricordare che siamo tutti uguali, anche nella diversità. Tanti slogan ostentati durante la parata: c’erano le drag queen coi loro abiti scintillanti, un po’ kitsch, ma anche persone normali. C’erano ovviamente Vladimir Luxuria e tanti altri gay e trans famosi. La madrina della Pride romano, quest’anno, è stata l’attrice Asia Argento, che ha dichiarato prima di prendere parte alla parata:

“Siamo tutti gay, anch’io sono gay. A me i contentini non sono mai piaciuti. Bisogna pretendere ed ottenere molto di più. Per me questa parata ha il significato spirituale della lotta per la libertà di amare. Non è una cosa politica, non è una cosa religiosa, è un diritto della natura che esiste da sempre: uomini con donne, uomini con uomini, donne con donne. Le classi sociali non c’entrano, questa è l’unica lotta che voglio insegnare ai miei figli. Ecco perché oggi ho deciso di essere qui”.

Il termine diversità non esiste

Il coordinamento Roma Pride aveva chiesto ad Asia Argento di fare la madrina del Roma Pride 2016 e lei ha accettato perché, come ha affermato più volte, il termine diversità non esiste. L’attrice ha avuto relazioni con diversi uomini famosi, come il cantautore Morgan e il regista Michele Civetta, ma alla fine le storie sono sempre naufragate. Vedremo Asia con una donna in futuro? Mai dire mai.

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