Caffè: più pregi che difetti

Caffè: più pregi che difetti

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Caffè: Elisir per il Benessere Psico-Fisico. Non Abusate però!

Si ha notizia che già intorno al 1450 i mistici Sufi dello Yemen bevevano caffè per tenersi svegli durante le loro preghiere e che in seguito questa gradevolissima bevanda si sia diffusa in Medio Oriente, in Europa e America, considerata il più delle volte un medicinale.
Si narra inoltre che, secondo una leggenda, una notte un pastore etiope si accorse che il suo gregge di pecore anziché riposare errava eccitato poiché durante il giorno aveva ingerito bacche di caffè e masticatone le foglie. Abbrustolì allora i semi, li macinò, ne fece un’infusione ed ottenne il caffè.

In Italia il caffè è giunto all’inizio del XVI secolo e per la prima volta a Venezia, città celeberrima per i suoi commerci con l’Oriente. E tutto italiano è pure il rito del caffè, abitudine così radicata che se ne studiano addirittura i suoi risvolti psicologici e le proprietà organolettiche di questa bevanda.

Originariamente il caffè veniva commerciato in grandi quantità, sia a chicchi che macinato. Si comprava “a peso”, in buste. Le famose cialde, insomma, sono arrivate molto dopo, negli anni 2000, grazie all’avvento dei siti web e degli ecommerce dedicati.

È scontato dire che tra le componenti nutrizionali del caffè, la prima è sicuramente la caffeina, da cui prende il nome, principio attivo scoperto nell’Ottocento da un giovane medico tedesco, Runge, che ha diversi effetti benefici. Primo tra tutti quello stimolatorio della secrezione gastrica e biliare, ragion per cui si ritiene che il caffè a conclusione dei pasti possa facilitare la digestione come anche la respirazione. Stimolatorio in più del sistema nervoso centrale, tenendo alta l’attenzione dell’individuo e la sua energia, migliorando la reattività muscolare, e la funzionalità cardiaca.

E poi ancora l’effetto lipolitico, facilitando il dimagrimento dal momento che la caffeina va ad aumentare l’utilizzo dei grassi per la produzione di energia, e la termogenesi, che fa accrescere il numero delle calorie bruciate. Se poi assunto in dosi massicce, il caffè attenua il senso di fame e ha un effetto drenante, aumentando la diuresi e riducendo così la ritenzione idrica. Qui è però doveroso specificare che il caffè andrebbe preso amaro perché l’aggiunta di zucchero, e consideriamo che un solo cucchiaino contiene 20 calorie, o anche di latte, che contiene 10 calorie, annulla o addirittura sortisce l’effetto opposto a quello del dimagrimento.

Ma non solo, oltre alla caffeina, nel caffè sono contenute molte altre sostanze, alcune delle quali con spiccate caratteristiche antiossidanti, che contribuiscono ad eliminare i radicali liberi, ed antinfiammatorie, pertanto pensiamo ad esempio al sollievo, seppur lieve, da una fastidiosa emicrania. E può addirittura, secondo recenti studi, avere un’azione preventiva in patologie come morbo di Parkinson e Alzheimer.

Dunque il caffè non ci fa male ma ha purtroppo delle controindicazioni.
Per cominciare , quando si va a stimolare troppo la secrezione gastrica, si possono riscontrare danneggiamenti al sistema digerente a causa dell’alta acidità dei succhi che vanno a riversarsi nello stomaco, motivo per il quale il caffè è sconsigliato a coloro i quali soffrono di problemi come ulcera, gastrite o reflusso gastroesofageo.

Per chi soffre invece di insonnia, vampate di calore o ipertensione, vale lo stesso discorso poiché l’effetto tonico e stimolatorio sulla funzionalità cardiaca e nervosa, provocato dalla caffeina, causa tachicardia, sbalzi di pressione e tremori, alle volte persino in soggetti in ottima salute. In ultimo evidenziamo che la caffeina ha un effetto inibitorio sull’assorbimento di calcio e ferro, e assumerne in maniera eccessiva può favorire anemia ed osteoporosi.

Per concludere ricordiamo che il caffè espresso contiene meno caffeina e un gusto certamente più deciso, tenendo anche conto che la miscela 100% arabica, che è tra le più pregiate, ha un tenore di caffeina di circa l’1,3%, mentre quelle di Robusta ne contiene il doppio. Quella humboltiana invece ne contiene pochissima, fino ad arrivare al decaffeinato.
Ma non conta la miscela, conta quanto sia gradevole assaporare il nostro amatissimo ed inimitabile caffè espresso!