ORTICARIA COLPISCE PIU’ DONNE, APP NOVARTIS MIGLIORA VITA PAZIENTI

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Orticaria, Novartis Lancia App per Pazienti

L’orticaria è una malattia a cui molti non danno molto peso e di cui se ne parla poco ma le persone che ne soffrono non hanno una vita normale

 

In occasione della seconda Giornata Mondiale dell’Orticaria sono state promosse molte iniziative per far conoscere meglio la patologia che colpisce molte persone ogni anno, come il progetto ‘Convivere con l’orticaria cronica’, organizzato dalla Fondazione ISTUD, che si basa sulla medicina narrativa. Molti malati di orticaria hanno parlato della loro condizione, condividendo così la loro esperienza.

Durante la conferenza stampa della Giornata Mondiale dell’Orticaria, che in Italia è stata promossa da FederASMA e ALLERGIE Onlus, molte persone si sono emozionate. La dottoressa Maria Giulia Marini, direttore dell’Area Sanità e Salute della Fondazione ISTUD, ha asserito: “La ricerca tenta di dare voce a quanti vivono nascosti sul posto di lavoro e in famiglia e devono affrontare ogni giorno ansia, depressione e isolamento sociale”.

Gli esperti hanno scoperto, durante le indagini relative al progetto, che il 71% dei malati di orticaria è rappresentato da donne.
FederAsma e Allergie Onlus, quest’anno, hanno voluto optare per un claim d’impatto per richiamare l’attenzione su una patologia spesso sottovautata: “Prurito? E se fosse orticaria?”.

Il presidente di FederASMA e Allergie Onlus, Massimo Alfieri, ha dichiarato: “Il prurito è il sintomo principale dell’orticaria ma chi soffre di questa patologia può manifestare anche disturbi del sonno, stanchezza, perdita di energia e rischia spesso di chiudersi in se stesso. L’orticaria può avere un effetto molto pesante sulla vita quotidiana dei pazienti. Il nostro consiglio è quello di ottenere una diagnosi tempestiva, rivolgendosi ad uno specialista: l’allergologo o il dermatologo sono le figure professionali in grado di identificare la malattia, valutandone l’entità e consigliando la terapia più adeguata nel più breve tempo possibile. Nel 2009 abbiamo partecipato alle Linee Guida sull’Orticaria insieme ad un panel delle maggiori società scientifiche di allergologia e dermatologia e organizziamo costantemente azioni territoriali per migliorare le risposte ai pazienti. Siamo infatti un punto di riferimento per quanti soffrono di orticaria: le testimonianze del vissuto quotidiano delle persone che si rivolgono a noi sono drammatiche e come Federazione siamo impegnati al fianco delle società scientifiche di allergologia e dermatologia per accogliere i pazienti con orticaria. Bisogna poi considerare che esistono molteplici tipologie di orticaria, che vengono curate presso i reparti di dermatologia e presso le allergologie. Il nostro sito, www.federasmaeallergie.org, contiene numerose informazioni utili sulla gestione della patologia”.

Cos’è l’orticaria cronica spontanea? La risposta ce l’ha data Paolo Pigatto, docente dell’Università di Milano: “L’orticaria cronica spontanea è una forma di orticaria imprevedibile e debilitante caratterizzata da prurito cronico e pomfi. Presenta una insorgenza spontanea ed una durata di oltre sei settimane. Può essere associata a gonfiore degli strati più profondi della pelle: in questo caso si parla di angioedema. Nella maggior parte dei casi la CSU ha una durata da 1 a 5 anni, ma può anche protrarsi per decenni. Le donne hanno il doppio di probabilità, rispetto agli uomini, di sviluppare la malattia. I sintomi sono imprevedibili e la ricerca delle cause sottostanti la CSU indica il ruolo del sistema immunitario, con possibili fattori aggravanti quali stress, stanchezza e presenza di infezioni”.

Ricordiamo che Novartis ha deciso di aiutare i pazienti con l’app Orticaria, che consente di individuare i sintomi dell’orticaria cronica spontanea. “La app registra l’intensità del prurito ed il numero di pomfi, la presenza di angioedema e l’impatto della CSU sulla qualità di vita. Oltre a monitorare nel tempo l’andamento della CSU e a registrare l’impatto sulla qualità di vita, l’applicazione consente di scattare foto, inserire note e impostare dei promemoria”, ha spiegato Massimo Triggiani, professore associato di Allergologia e Immunologia Clinica presso l’Università di Salerno.