Esanatoglia, porta di calcetto uccide bimba: choc alla festa della birra

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In estate c’è un forte aumento di tragedia. Grandi e piccini escono di più ma i rischi sono dietro l’angolo. Nelle ultime ore, una bimba di 5 anni è morta: una porta di calcetto l’ha schiacciata mentre stava giocando coi suoi amichetti. E’ successo a Esanatoglia, in provincia di Macerata, durante la festa della birra

 

Quel clima di festa, a Esanatoglia, è stato interrotto da un evento luttuoso, che non doveva assolutamente accadere. Luna giocava in piazza dei Martiri di Bologna assieme ad alcuni amichetti. Nella piazza erano state posizionate anche due porte di calcetto. Forse una era stata fissata male e, all’improvviso, si è ribaltata ed ha preso in pieno Luna. La piccola, nonostante l’immediato trasporto in ospedale, è morta per un trauma cranico.

I medici dell’ospedale di Camerino hanno subito notato la gravità della situazione. Luna aveva riportato un tremendo trauma cranico. Dopo un’ora dal ricovero, la piccola, figlia di un metalmeccanico e di una fioraia, è spirata. L’episodio ha sconcertato la piccola comunità di Esanatoglia. In piazza, nel momento della tragedia, c’erano molte persone, come gli animatori della festa. Il padre della bimba è dirigente della società sportiva Asd.

La porta di calcetto è caduta, forse, perché alcuni ragazzini la stavano muovendo. Se fosse stata fissata bene, però, non sarebbe certamente caduta e si sarebbe evitata una tragedia. La porta è caduta in avanti, senza dare scampo a Luna, che si trovava proprio nei paraggi. Gli amichetti sono rimasti illesi. Le esequie si svolgeranno oggi, alle 17, presso la Chiesa di Santa Maria, a Esanatoglia.

Sul posto, subito dopo il dramma, sono arrivati i carabinieri per compiere i primi accertamenti. La porta di calcetto è stata sequestrata su ordine della Procura di Macerata, che dirige le indagini. Gli inquirenti dovranno scoprire se, in questa brutta storia, ci sono responsabili.

Non è la prima volta che, in Italia, un bimbo perde la vita in tal modo. Ricordiamo, ad esempio, il caso di Michele Leoncino, un bimbo di 11 anni che venne travolto da una porta di calcio mentre si trovava in un ristorante assieme ai suoi genitori. L’episodio risale al 2011. Il piccolo, tra una portata e l’altra, si era alzato dal tavolo ed era uscito per giocare un po’ a pallone nel campo del ristorante. A un certo punto, Michele decise di arrampicarsi sulla porta che, però, iniziò a traballare e cadde. Il piccolo fu travolto dalla struttura e venne subito trasportato in ospedale, dove morì dopo qualche ora. I titolari del ristorante “I Fondi di Baia“, a Pozzuoli, sono stati recentemente condannati in quanto ritenuti colpevoli del decesso del piccolo Michele. Anche in questo caso, la morte poteva essere evitata. Michele, Luna e tanti altri bimbi potevano continuare a vivere come tutti. Perché succede tutto ciò, perché molte persone operano superficialmente e con indolenza in ambiti dove la precisione e l’avvedutezza sono fondamentali per garantire la sicurezza dei propri simili, soprattutto dei minorenni.

Speriamo che si faccia chiarezza anche sulla morte di Luna, ed eventuali responsabili vengano puniti. Ce lo auguriamo.