Roma, malato Aids pretende rapporti non protetti da partner e le contagia:...

Roma, malato Aids pretende rapporti non protetti da partner e le contagia: arrestato

0
Malato Aids aveva rapporti non protetti con partner: arrestato

Dovrà pagare sicuramente un costo salato con la giustizia un 30enne romano malato di Aids, visto che non solo non ha mai rivelato alle sue partner di essere affetto dal terribile virus, ma ha anche preteso di consumare rapporti ‘intimi’ senza alcuna precauzione.

L’uomo, secondo le prime indiscrezioni, sapeva benissimo di essere malato di Aids ma ha fatto finta di nulla, facendo credere alle sue partner, conosciute sui social network e in chat, di essere sano come un pesce. Il 30enne avrebbe infettato 6 donne ed ora è finito in manette con l’accusa di lesioni gravissime.

La vicenda è venuta alla luce dopo la denuncia di una delle partner dell’uomo, avendo scoperto che il 30enne aveva l’Aids. Lui, però, ha sempre respinto ogni addebito. Gli inquirenti, però, hanno scoperto che tutte le donne con cui l’uomo ha avuto rapporti ‘intimi’ sono malate di Aids. A tal punto, il 30enne romano è stato messo con le spalle al muro.

Gli investigatori temono che l’uomo possa aver infettato altre donne conosciute online. Il comportamento dell’uomo è stato a dir poco irresponsabile, anzi possiamo dire che il 30enne è proprio meschino: ha mentito sulla sua malattia ed ha preteso rapporti non protetti. Ciò è inammissibile. L’uomo, ora, deve fare i conti con la giustizia.

A Roma, secondo una recente indagine, i casi di Aids sono aumentati del 120% negli ultimi anni ed uno dei motivi è rappresentato proprio dalla mancanza di precauzioni durante i rapporti ‘intimi’. Con l’Aids, lo ricordiamo, non si scherza perché, come recitava uno slogan, “se non lo conosci ti uccide”.

I casi di Aids, a Roma, erano 503 nel 2010 mentre l’anno scorso oltre 1.109. Bisogna sottolineare che solo una parte dei contagi è dovuta all’assunzione delle droghe; la maggior parte, infatti, è dovuta a rapporti non protetti. E’ allarmante, indubbiamente, tutto ciò. Chi sa di essere affetto dall’Hiv deve avere rispetto per gli altri e mettere al corrente i partner della sua condizione.

L’Aids, negli ultimi anni, ha bersagliato sempre più ragazzi che, spesso, apprendono troppo tardi di essere malati, mettendo così in pericolo la salute delle persone con cui si relazionano. Roberto Mineo, presidente del Ceis di Don Mario Picchi, ha spiegato:

“Per fronteggiare l’Aids non basta più il sostegno del mondo medico scientifico, ma occorre un impegno diretto di ogni mezzo di informazione compresi i social network. Uno dei motivi più ricorrenti che portano al contagio dal virus dell’Hiv è la disinformazione“.

Condivide il pensiero di Mineo anche Rosa Chiodi, pediatra infettivologa presso il San Camillo Forlanini di Roma:

Per contrastare l’Aids occorre investire di più nella prevenzione, non solo nella terapia. In Italia sono stati registrati alla fine del 2012 ben 64.898 casi di Aids, di cui 723 (1,2%) pediatrici, inferiori ai 13 anni. I casi sono aumentati dal 37% nel ’92 al 50% nel ’98 e sono maggiori nei centri urbani”.

Il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, ha espresso la sua preoccupazione per il boom di casi di Aids a Roma e nel Lazio, su Facebook:

L’Aids non è sparita. Ogni anno in Italia ci sono 5mila nuovi casi di Hiv, 500 avvengono nel Lazio. Arrestarne la diffusione è possibile, è un impegno di tutti. Noi vogliamo far ripartire la prevenzione e l’informazione, a partire dai più giovani… è una battaglia che riguarda tutti”.