Trombectomia Meccanica ‘Ripulisce’ Arterie: Ictus Addio

Trombectomia Meccanica ‘Ripulisce’ Arterie: Ictus Addio

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Ictus: Trombectomia Meccanica per Curarlo

Forse non tutti sanno che l’ictus rappresenta la terza causa di morte nel mondo dopo le patologie cardiovascolari e i tumori. Ora, però, è stato ideato un portentoso metodo che consente di ‘ripulire’ le arterie, ovvero la trombectomia meccanica, che tra l’altro allontana il rischio di menomazioni che, solitamente, si presentano dopo un ictus

 

Ogni anno l’ictus colpisce molte persone. Si presenta improvvisamente. Il paziente non riesce più a vedere e parlare. Bisogna intervenire subito, altrimenti l’ictus uccide. Tante sono le vittime della patologia, che uccide tanto. Troppo. Solo le malattie cardiocircolatorie e le neoplasie uccidono di più. E’ stato stimato che un italiano su 6, in Italia, viene colpito almeno una volta dall’ictus nel corso della sua esistenza.

E’ facile che, in futuro, l’ictus non metterà più paura come oggi, visto che è stato ideato un metodo che permette di ‘ripulire’ le arterie, ovvero il trattamento di trombectomia meccanica. I medici, in sostanza, ‘sturano’ l’arteria mediante una tecnica che asporta il grumo formatosi nell’arteria bersagliata. Tale tecnica è già conosciuta in Italia, ma viene sfruttata pochissimo.

Il neuroradiologo interventista Salvatore Mangiafico ha spiegato: “Il primo intervento di trombectomia meccanica realizzato al mondo con lo ‘stent retriever Solitaire’ risale al 2008 ed oggi l’efficacia di questa procedura è incontrovertibilmente dimostrata da ben 5 ampi studi clinici randomizzati tanto da essere entrata nelle nuove linee guida nell’ictus moderato o grave. Oggi non è più possibile basare la terapia dell’ictus ischemico solo sulla fibrinolisi endovenosa limitandosi alla somministrazione endovenosa di farmaci, ritardando il trasferimento rapido o addirittura, non inviare il paziente ad un centro di neuroradiologia interventistica di una ‘stroke unit’ di secondo livello. Questo infatti significa negare al paziente una possibilità di ridurre il deficit neurologico residuo e quindi il grado di invalidità”.

La neurologa Valeria Caso, attiva presso un nosocomio perugino, ha ricordato che l’ictus è una patologia molto insidiosa, che colpisce in silenzio: “La caratteristica principale dell’ictus è la sua comparsa improvvisa, solitamente senza dolore. Solo nell’emorragia cerebrale c’è spesso mal di testa fortissimo. I sintomi tipici sono un’improvvisa mancanza di forza, o formicolio e mancanza di sensibilità ad un braccio o ad una gamba, la difficoltà nel parlare, problemi a vedere da un occhio. Quando tali sintomi compaiono solo per alcuni minuti, si parla di attacchi ischemici transitori (Tia), anch’essi molto importanti, in quanto possono essere campanelli di allarme per un ictus vero e proprio. In caso di comparsa di uno o più sintomi di questo tipo è indispensabile rivolgersi sempre e con urgenza ad un medico, perché il fattore tempo è fondamentale”.