“Vinicio Capossela – Viaggio nel paese dei Coppoloni” domani al cinema: narrazione onirica dell’Irpinia

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Vinicio Capossela porta Germania e Irpina al cinema

Domani, 19 gennaio 2016, uscirà nei cinema italiani “Vinicio Capossella – Viaggio nel paese dei Coppoloni”, film diretto da Stefano Obino

 

Musica, testi e parole di “Vinicio Capossela – Viaggio nel paese dei Coppoloni” sono proprio di Vinicio, che ha voluto fare un viaggio in quella terra che lo ha ispirato nella redazione del suo ultimo libro e del prossimo disco. Nel film si possono ascoltare anche 5 canzoni inedite comprese nel nuovo album intitolato “Canzoni della Cupa”.

Difficile definire Capossela. Neanche lui sa descriversi bene: è un po’ cantante, un po’ scrittore, un po’ viaggiatore, un po’…

L’artista 50enne ha festeggiato recentemente i 25 anni di carriera con una tournée, “Qu’Art de siècle”, partita da Parigi. Vinicio è un personaggio decisamente poliedrico: non sta mai fermo, sempre alla ricerca di nuovi spunti, di nuove avventure. Nel suo ultimo libro, “Il paese dei coppoloni”, parla dell’Irpinia, la terra dei genitori che, a un certo punto, furono costretti ad emigrare in Germania. Ricordiamo che Vinicio è nato ad Hannover. Il romanzo è un mix tra sogno e realtà. Ecco che, allora, ne “Il paese dei coppoloni” ci sono molti riferimenti alla Germania, all’Irpinia, alle difficoltà, ai problemi e a personaggi strani.

Ebbene, il film “Vinicio Capossela – Viaggio nel paese dei coppoloni” tra ispirazione proprio dal suddetto volume. La pellicola verrà proiettata nelle sale italiane domani, 19 gennaio, e il 20 gennaio.

L’artista eclettico ha affermato riguardo al film:

“Siccome sono nato in Germania, e da piccolo me ne vantavo (mi pareva un tocco di esotismo che poteva battere solo il nipote della maestra, che era nato però in Australia, era alto, biondo, e veniva sempre eletto capoclasse) allora userò una parola, che anche se non so il tedesco, mi pare adatta a definire una sensazione, più che un luogo. Una parola che ancora in italiano non ho trovato, ed è Heimat. Si potrebbe forse tradurre con patria, ma è proprio un concetto differente. Per quello in tedesco hanno la parola Vaterland per definire un concetto forte, che è stato alla base di molte ideologie fondate sull’identità e sul nazionalismo e poi degenerato in mali peggiori. Invece Heimat è femminile. E’ materno. Per come lo comprendo io è il luogo, o ancora più il sentimento, in cui ci si sente a casa. Ma è una casa da cui ci si è separati, ed è dunque perduta…”.

Godiamoci “Vinicio Capossela – Viaggio nel paese dei coppoloni” in attesa di ascoltare “Canzoni della cupa”, che uscirà a marzo, dopo il clamore sanremese.

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