Tumore ai polmoni, immunoterapia per debellarlo: speranze per pazienti

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Domani si svolgerà a Napoli un’importante conferenza internazionale incentrata sul cancro, intitolata “Immunotherapy and cancer: reality & hopes (Immunoterapia e il Cancro. Realtà e speranze)”. L’evento è in programma presso l’Hotel Royal Continental e supportato dall’AIOT (Associazione Italiana Oncologia Toracica).

Fa ben sperare quello che è emerso dai recenti studi e che verrà esplicitato domani da numerosi esperti, ovvero che, a 3 anni dalla diagnosi di un tumore ai polmoni in uno stadio avanzato, un malato su 5 resta in vita. Tra i nuovi metodi vincenti contro il cancro ai polmoni, che colpisce soprattutto i tabagisti, c’è l’immunoterapia. “Solo il 15% dei casi di tumore del polmone riguarda infatti i non fumatori, che di solito presentano mutazioni genetiche e possono essere trattati con farmaci a bersaglio molecolare. L’unica arma utilizzabile per i tabagisti era fino a poco fa rappresentata dalla chemioterapia, poco attiva e molto tossica”, ha dichiarato Cesare Gridelli, presidente dell’AIOT.

La scienza ha fatto decisamente passi da giganti, negli ultimi anni, sul campo delle terapie contro il tumore ai polmoni. Ciò non ha fatto altro che prolungare la permanenza in vita dei pazienti. Vero è che il cancro ai polmoni resta il ‘big killer’, visto che ha provocato, solo nel 2014, ben 34.000 morti. Il tumore al polmone è veramente insidioso ed uccide molto, rappresentando la prima causa di decesso per tumore negli uomini e la terza nelle donne.

Finora è stato difficile trattare la neoplasia ai polmoni, anche perché, nella maggior parte dei casi, era diagnosticata sempre in fase avanzata, con metastasi in diversi organi. Durante la conferenza che aprirà i battenti domani, a Napoli, si porrà l’accento anche sull’importanza dell’immunoterapia, ovvero una cura che si fonda sulla stimolazione del sistema immunitario dell’organismo umano. Attraverso l’immunoterapia, il sistema immunitario viene educato a debellare le cellule neoplastiche. In diversi pazienti tale terapia può far diminuire le dimensioni del tumore o rallentarne lo sviluppo. In alcuni pazienti, invece, il cancro può restare inalterato, senza aumentare di dimensioni.

L’oncologo Filippo De Marinis ha dichiarato: “Così, nelle sperimentazioni più recenti, siamo riusciti ad ottenere grandi successi in termini di sopravvivenza. Ad esempio, nei pazienti con malattia metastatica trattati con nivolumab (un medicinale immunoterapico) il 51 per cento dei malati era vivo a una anno dalla cura, il 25 per cento lo era dopo due anni e il 20 dopo tre”.

Cos’è l’immunoterapia? Beh, in soldoni possiamo dire che si tratta di un’innovativa terapia che fa leva sullo sfruttamento delle difese del corpo umano per contrastare qualsiasi patologia, tumore compreso. Molti oncologi, oggi, ricorrono all’immunoterapia per la cura dei tumori, specialmente quelli al polmone. Oggi, quella che viene definita immuno-oncologia rappresenta è uno strumento importante per tutti gli oncologi, che possono usarlo congiuntamente alle classiche terapie, come chemioterapia, radioterapia e medicinali a bersaglio molecolare. E’ bene ricordare che, quando il cancro bersaglia l’organismo umano viene fermata la reazione immunitaria; quindi le cellule neoplastiche proseguono a riprodursi. Grazie all’immunoterapia, invece, si ostacola l’automatismo di disattivazione; quindi resta sempre attiva la reazione protettiva per combattere il tumore.

De Marinis ha aggiunto: “Stiamo osservando risultati rilevanti sia nella forma metastatica non a piccole cellule squamosa che nell’adenocarcinoma, in particolare nei pazienti già trattati, cioè in seconda e terza linea. Inoltre si sta sperimentando l’immunoterapia anche in prima linea, cioè in persone non precedentemente trattate, che in fase post-operatoria, in cui le percentuali di guarigione sono elevate”.

Come è stato più volte affermato dagli studiosi, e come ricordiamo noi, prevenire è meglio che curare. I fumatori dovrebbero abbandonare le sigarette, visto che l’85% di tutti i casi di cancro al polmone è cagionato dal fumo di sigaretta. Una percentuale veramente alta che dovrebbe far distogliere dall’abitudine di fumare ‘bionde’. Chi fuma ha probabilità 14 volte superiori di ‘beccarsi’ un tumore al polmone rispetto a chi non fuma. Per gli ex fumatori, invece, le probabilità di ammalarsi di tumore ai polmoni sono 11,2 volte superiori a chi non fuma, fino ad annullarsi dopo 10/15 anni dall’addio alle ‘bionde’.

Nonostante i grandi passi fatti in avanti nell’ambito della cura del cancro ai polmoni, negli ultimi anni sono aumentati i casi. I motivi sono vari, come ad esempio il maggior numero di donne fumatrici. Che ne dite, non è forse meglio non fumare più?